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4 percorsi da punta la Marmora al Supramonte

Un viaggio lungo gli antichi e affascinanti sentieri della transumanza. Vecchie mulattiere un tempo percorse solo dai pastori. Ora diventanti itinerari affascinanti che si snodano nelle stradine strette che conducono a sos barraccos e a sos pinnettos, le rustiche abitazioni dei pastori. Si prosegue per i sentieri, interrotti dai fiumi e dalle piccole cascate naturali, verso le cime più alte della Sardegna: e da lassù abbracciare con lo sguardo i paesaggi incontaminati e mozzafiato della catena del Gennargentu. Assaporare l’acqua sorgiva delle fonti e respirare un’aria pura che inonda i polmoni. Luoghi incantati dove regna sovrana l’aquila reale. Se si è fortunati la si può ammirare mentre esegue le sue evoluzioni del suo volo alto ed elegante. Tra lecci e roverelle fanno la loro comparsa mandrie di docili mufloni e di indomiti cavalli selvaggi.

Ecco quattro percorsi trekking alla scoperta dei luoghi più autentici della Sardegna.

 

 

Itinerario n° 1 - “Più in alto di così non si può”
 
Argomenti proposti:    ambiente, storia e “storie”
 
Località  interessanti:  Bruncu Spina, Punta Paulina, Su Susciu, Punta Lamarmora
 
Descrizione itinerario: cime argentate, territori incontaminati popolati da una fauna variegata, è il  Gennargentu, “la porta d’argento” il complesso montuoso del centro Sardegna  dominato da scisti e graniti risalenti all'Era Primaria che danno origine ai principali corsi d’acqua verso la parte orientale dell'isola, il Cedrino e il Flumendosa. La nostra camminata ci porterà a scalare le principali vette dell’isola; si parte dal Bruncu Spina (1829m) e da qui seguendo la cresta della montagna in breve si arriva a Punta Paulina (1792m). Attraverso i sentieri tracciati dalle numerose colonie di mufloni che popolano la zona arriviamo a Arcu Gennargentu (1659m). Ultimo rifornimento d’acqua e ci  incamminiamo per Su Susciu, la montagna “crollata”, ancora un piccolo sforzo e siamo a Punta Lamarmora  (1834 m.) vetta della Sardegna. 
 
Quote min/max:            1000/1834 m.            
Difficoltà:                       impegnativo
Note e suggerimenti:    è consigliato dotarsi di abbigliamento sportivo, scarpe da trekking, giacca a vento, occhiali da sole, borraccia per l'acqua
 
 
Itinerario n° 2 “I vecchi ovili del Gennargentu”
 
Argomenti proposti: ambiente, archeologia, antropologia, storia e “storie”
 
Località  interessanti: Is cuiles, S’omine mortu, Sos concales.
 
Descrizione itinerario: la giornata è caratterizzata da un’appassionante camminata sui sentieri del monte Novu, regno di mufloni e aquile che, sospettosi, seguiranno la nostra marcia. Giunti in località S’Argiola lasciati i mezzi di trasporto si prosegue a piedi; la prima sosta sarà a Is Cuiles dove, su un pianoro ricchissimo di secolari querce sono ancora ben visibili alcune capanne nuragiche, chiara testimonianza di antropizzazione fin da tempi remoti. Piccole cascate, tassi secolari di rara bellezza, colonie di mufloni che si dissetano nel fiume, siamo a S’omine mortu affascinante e selvaggio gioiello contenuto in questo scrigno che è il Monte Novu. Infine, attraversato il rio S’omine mortu cominceremo la salita che ci porta a Sos Concales dove in caratteristici “Barraccos”, gli antichi ovili dei pastori del Gennargentu, effettueremo la sosta per il pranzo. Il rientro è previsto sul versante opposto, camminando sul sentiero, giungeremo in località “S’Argiola” da dove partiremo per il rientro.
 
Quote min/max: 900/1450 m           
Difficoltà: impegnativo
Note e suggerimenti:  è consigliato dotarsi di abbigliamento sportivo, scarpe da trekking, giacca a vento, occhiali da sole, borraccia per l'acqua
 
Itinerario n° 3  “Corr’è boi”
 
Argomenti proposti:   ambiente, storia e “storie”
 
Località  interessanti: Corr’è boi, Sos Ghedileddos, Genna Intermontes
 
Descrizione itinerario: un territorio aspro e selvaggio ci accoglie sul Monte Novu, oasi naturale in pieno Gennargentu. Lasciate le auto in località Arcu Corr’è boi (1246 m), la porta naturale che favorisce il passaggio dalla Barbagia all'Ogliastra, si prosegue a piedi lungo numerose stradine che man mano diventano sentieri, mulattiere, fin quasi a scomparire, in direzione Cuile Sos Ghedileddos, oltrepassato quest’ultimo, si sale fino a Cuile sos de Diana e da qui fino a Genna Intermontes (1550 m). 
Dopo una breve sosta pranzo si riparte per il rientro, camminando sempre sul “filo” dei 1500 metri fino a raggiungere Monte Bruttu (1366m), da dove inizia la discesa che porta a Corr’è boi, da qui la partenza in auto per il rientro a Fonni.
 
Quote min/max:  1200/1550 m.  
Difficoltà: media
Note e suggerimenti:  è consigliato dotarsi di abbigliamento sportivo, scarpe da trekking, giacca a vento, occhiali da sole, borraccia per l'acqua.
 
 
Itinerario n° 4 - “Supramonte “
 
Argomenti proposti:   ambiente, storia e “storie”
 
Località  interessanti: Monte Novo San Giovanni, Su vadu e S’Enis
 
Descrizione itinerario:la giornata è  dedicata alla scoperta del Supramonte di Orgosolo. Nelle giornate limpide lo spettacolo visibile dal Monte Novo San Giovanni (1316m) è grandioso, sullo sfondo tutte le montagne della Barbagia, i Supramontes  fino alle vette più alte dell'isola, nel Gennargentu.
Raggiunta la località Foresta Montes, si procede a piedi lungo un sentiero che attraversa un fittissimo bosco di lecci secolari. In breve si arriva alla base del Monte Novo e comincia la salita fino in cima. Ammirato lo splendido panorama si scende a ritroso e si prosegue fino a raggiungere località Su Vadu ‘e S’Enis, dove è possibile ammirare “Sos Pinnettos” gli antichi ovili dei pastori.
Continuando verso l'interno si giunge alla località “S'elihe de toreddu” un leccio  spettacolare sviluppatosi all'interno di una grossa roccia  e qui si effettua la sosta pranzo, nel pomeriggio risalita verso Foresta Montes e da qui partenza per Fonni.
 
Quote min/max: 870/1316 m.  
Difficoltà: impegnativo
Note e suggerimenti:  è consigliato dotarsi di abbigliamento sportivo, scarpe da trekking, giacca a vento, occhiali da sole, borraccia per l'acqua