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Bruncu Spina

Protagonista di questo tour una delle cime più alte della Sardegna con i suoi 1834 metri che offre uno spettacolo incantevole con panorami mozzafiato
BRUNCU SPINA
 
Argomenti proposti: archeologia, geologia, flora e fauna, storia e “storie”.
 
Località interessanti: Bruncu Spina, area archeologica Gremanu, necropoli nuragica di Madau.
 
Descrizione itinerario: la Sardegna è la regione più antica d'Italia, le prime rocce si formarono agli inizi dell'era Paleozoica (570-225 Ma) nel periodo Cambrico (570-500 Ma), per  accumulo di sedimenti sui fondali marini profondi. Nel periodo Silurico (435-395 Ma) e Devonico (395-345 Ma) si formarono le rocce metamorfiche scistose, la struttura di queste rocce subì una trasformazione dovuta alle elevate temperature dei magmi e alle gigantesche pressioni legate ai movimenti della crosta terrestre, (per questo sono chiamate rocce metamorfiche), nacque così il Gennargentu il massiccio montuoso più importante della Sardegna di cui il Bruncu Spina (1829 m) è una delle cime più imponenti, seconda solo alla Punta La Marmora (1834 m) “vetta” dell’isola. Nelle giornate limpide lo spettacolo visibile dal rifugio Bruncu Spina a 1600 m, è incantevole: l’ospite attento non potrà non ammirare l’arco di montagne che vanno dai graniti del Gennargentu ai calcari del Supramonte ai tacchi dell’Ogliastra, esempi di grandiosa e incontaminata bellezza. Tra la variegata fauna, che anima il territorio, spiccano le cospicue colonie di mufloni, cinghiali, martore, volpi. Numerosi i rapaci tra i quali le aquile reali. A dare un tocco di colore la vegetazione che in primavera esplode in sorprendenti cromatismi, risaltano in particolare alcuni endemismi come: Astragalus genargenteus, Lamyropsis microcephala, endemismo sardo che vive esclusivamente in una area ristretta del Gennargentu. Nel pomeriggio l’itinerario ci porta a Madau; all’orizzonte desta stupore e meraviglia la vista di “Arcu Corr’è boi” (arco corna di bue) la porta naturale che separa l’Ogliastra dalla Barbagia. Si può immaginare la suggestione che crea l’alba in questa vallata quando il sole innalzandosi si staglia tra le due montagne che danno forma all’arco, illuminando la necropoli nuragica, un cimitero monumentale di quattro tombe di giganti poste ad anfiteatro con le facciate ricurve al sorgere del sole e che suggeriscono la figura della protome taurina. Infine Gremanu, un “unicum” nel bacino del Mediterraneo, dove è stata riportata alla luce un’area archeologica interessantissima. Siamo in presenza di un nuovo esempio d’architettura religiosa inglobata in un contesto abitativo che nella stessa area, comprende un complesso sistema di canalizzazione delle acque, unico esempio dell’isola d’acquedotto nuragico. Questo santuario nuragico e la vicina necropoli di Madau, sono il fulcro di un più vasto complesso templare. 
 
Durata media: giornata intera.
Difficoltà: facile, itinerario adatto a tutti.
Consigliato per: appassionati, studiosi, sportivi
Note e suggerimenti: è consigliabile dotarsi di abbigliamento sportivo, scarpe da trekking.